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Successioni

Successioni e donazioni: la guida pratica

7 min di letturaScritto da Michela Salerno

Aggiornato il 17 giugno 2026

Quando viene a mancare una persona cara, agli eredi si aggiunge anche un adempimento burocratico: la dichiarazione di successione. In questa guida ti spieghiamo in modo chiaro quando è obbligatoria, entro quando va presentata, come si calcolano le imposte e come ce ne occupiamo noi al Centro Servizi di Rivalta di Torino, in un momento in cui hai bisogno di pensare ad altro.

Cos'è la dichiarazione di successione e chi deve presentarla

La dichiarazione di successione è il documento con cui comunichi all'Agenzia delle Entrate cosa fa parte dell'eredità (immobili, conti, titoli, quote societarie) e chi sono gli eredi. Non è un atto che decide "chi prende cosa" — quello dipende dal testamento o dalle regole sull'eredità legittima — ma è la base fiscale su cui si calcolano le imposte dovute.

Sono obbligati a presentarla gli eredi, i chiamati all'eredità (chi è chiamato a succedere ma non ha ancora accettato formalmente) e i legatari, cioè chi riceve un bene specifico indicato nel testamento. La buona notizia è che basta che la presenti una sola persona tra gli obbligati: un'unica dichiarazione vale per tutti, così non rischiate di duplicare l'adempimento.

Esistono anche casi di esonero. Se ricorrono tutte queste condizioni insieme, la dichiarazione non va presentata: l'eredità è devoluta solo al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori), non comprende immobili o diritti reali immobiliari e ha un valore non superiore a 100.000 €. Se anche solo una di queste condizioni manca — per esempio c'è una casa, anche piccola — l'esonero non si applica e la dichiarazione diventa obbligatoria. Nel dubbio, conviene sempre far verificare la situazione a chi se ne occupa ogni giorno.

Quando va presentata (e la scadenza)

La dichiarazione di successione è obbligatoria per eredi, beneficiari e legatari, e va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Si trasmette esclusivamente in via telematica all'Agenzia delle Entrate. Il ritardo comporta sanzioni e interessi, quindi è bene muoversi per tempo.

I 12 mesi possono sembrare lunghi, ma tra reperimento dei documenti, visure e saldi bancari il tempo passa in fretta — soprattutto nei primi mesi, quando la priorità è altra. La sanzione per la presentazione tardiva è in genere proporzionale all'imposta dovuta e cresce con il ritardo; se l'imposta non è dovuta, resta comunque prevista una sanzione in misura fissa. In molti casi è possibile ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso, cioè rimediando spontaneamente prima di un controllo. È un altro motivo per non lasciar scorrere il termine: anticipare conviene quasi sempre.

Imposte e franchigie per grado di parentela

L'imposta si applica solo sulla parte che supera la franchigia (la soglia esente). Le regole principali:

Rapporto con il defuntoAliquotaFranchigia per beneficiario
Coniuge e figli/discendenti diretti4%1.000.000 €
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri parenti (fino al 4° grado) e affini6%nessuna
Persone non parenti8%nessuna
Beneficiari con disabilità (Legge 104)come sopra1.500.000 €

In molte successioni tra coniuge e figli, grazie alla franchigia di un milione per ciascun erede, l'imposta di successione non è dovuta — ma la dichiarazione va comunque presentata.

Un punto importante da capire: la franchigia è personale, cioè vale per ogni singolo erede, non sull'intera eredità. Per chiarire come funziona il calcolo, ecco un esempio concreto.

Esempio. Una persona lascia un patrimonio di 1.600.000 € da dividere in parti uguali tra i due figli. A ciascun figlio spettano 800.000 €. Poiché ogni figlio ha una franchigia di 1.000.000 €, la sua quota resta sotto soglia: nessuno dei due paga l'imposta di successione. Se invece il patrimonio fosse di 2.400.000 € e ogni figlio ricevesse 1.200.000 €, ciascuno supererebbe la franchigia di 200.000 €. Su quella sola eccedenza si applica l'aliquota del 4%, cioè 8.000 € di imposta a testa. La parte fino al milione resta sempre esente.

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Quando l'eredità comprende immobili, oltre all'eventuale imposta di successione si pagano due imposte specifiche: l'imposta ipotecaria (in genere il 2% del valore catastale) e l'imposta catastale (in genere l'1%). Per ciascuna è previsto un importo minimo, quindi anche su immobili di valore contenuto si versa comunque una cifra fissa minima.

Attenzione a un aspetto che sorprende molti: imposte ipotecaria e catastale si pagano anche quando l'imposta di successione non è dovuta perché si resta sotto la franchigia. Sono imposte legate alla presenza dell'immobile, non al superamento della soglia. Se ricorrono i requisiti della "prima casa" in capo ad almeno uno degli eredi, ipotecaria e catastale possono però essere dovute nella misura fissa minima anziché in percentuale: una verifica che vale sempre la pena fare, perché incide sul costo finale.

La voltura catastale

Per gli immobili ereditati occorre aggiornare l'intestazione al Catasto con la voltura catastale, che si presenta insieme alla dichiarazione di successione. È un passaggio tecnico in cui un errore può creare problemi in futuro: meglio gestirlo con cura.

In pratica, finché la voltura non è eseguita, al Catasto l'immobile risulta ancora intestato alla persona defunta. Aggiornare l'intestazione è ciò che permette, in seguito, di vendere, donare o ipotecare la casa senza intoppi. Oggi la voltura viene generata in automatico dalla stessa dichiarazione telematica, ma proprio per questo i dati catastali inseriti devono essere esatti: un dato sbagliato si trascina nel tempo e poi va corretto, con costi e attese in più.

Le donazioni

Le donazioni seguono le stesse aliquote e franchigie delle successioni. Alcuni punti utili:

  • le donazioni di importo rilevante richiedono un atto notarile;
  • una donazione consuma la franchigia disponibile per la futura successione;
  • piccole donazioni di modico valore possono avvenire senza atto pubblico.

Il coordinamento tra donazioni e successione merita attenzione. Le franchigie viste sopra non si "rigenerano" a ogni passaggio: se un genitore dona in vita a un figlio una somma importante, quella cifra erode la franchigia da 1.000.000 € che lo stesso figlio potrà usare al momento della successione. Per questo, quando in famiglia ci sono state donazioni rilevanti, è utile tenerne traccia e farne il conto complessivo: aiuta a pianificare con serenità ed evita sorprese quando arriverà il momento della dichiarazione.

Cosa è cambiato (D.Lgs. 139/2024)

Dal 2025 è in vigore l'autoliquidazione: è il contribuente a calcolare e versare l'imposta, senza attendere l'avviso dell'Agenzia. Aliquote e franchigie, invece, restano quelle in vigore dal 2006. Questa novità rende ancora più importante un calcolo corretto.

In parole semplici: prima si attendeva che l'Agenzia delle Entrate liquidasse l'imposta e inviasse l'avviso di pagamento; oggi il calcolo lo fai tu (o chi presenta la dichiarazione per te) e versi quanto dovuto contestualmente. È un sistema più rapido, ma sposta la responsabilità del conteggio su chi presenta la dichiarazione. Un errore di calcolo può tradursi in versamenti sbagliati e successive correzioni: è proprio qui che un'assistenza esperta fa la differenza, perché un numero giusto la prima volta evita problemi dopo.

I documenti che servono

In genere occorrono:

  • certificato (o atto) di morte;
  • dati anagrafici e codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi, con stato di famiglia;
  • eventuale testamento (se presente);
  • per gli immobili: visure catastali aggiornate e atti di provenienza/proprietà (rogiti, precedenti successioni);
  • saldi e giacenze dei conti correnti, libretti e altri rapporti bancari alla data del decesso;
  • eventuali polizze, quote societarie, titoli e debiti del defunto.

Quando ci contatti ti diamo l'elenco preciso per il tuo caso, così raccogli solo ciò che serve davvero, senza richieste inutili o doppi passaggi.

Un servizio vicino, a Rivalta e nei comuni intorno

Seguiamo famiglie di Rivalta di Torino e dei comuni vicini — Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivoli, Sangano, Villarbasse, Volvera, Beinasco, Trana e Rosta — che si trovano a gestire una successione spesso per la prima volta. È una pratica che capita raramente nella vita, ed è normale non sapere da dove iniziare: per questo ci occupiamo noi degli aspetti tecnici, spiegandoti ogni passaggio con parole semplici e nei tempi giusti.

Come ti aiutiamo al Centro Servizi di Rivalta

Curiamo l'intera pratica: raccolta dei documenti, calcolo delle imposte, dichiarazione di successione e voltura catastale, nel rispetto della scadenza dei 12 mesi. Ti spieghiamo costi e passaggi con chiarezza, fin dall'inizio.

Chiamaci allo 011 909 3278 o passa in sede in Via Candido Canonico Balma 50, a Rivalta di Torino: ce ne occupiamo noi, con discrezione e attenzione.

Domande frequenti

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

Sono obbligati gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari (chi riceve un bene specifico per testamento). Basta che presenti la dichiarazione una sola persona tra gli obbligati, ma il documento vale per tutti. Esistono casi di esonero: se l'eredità non comprende immobili e ha un valore non superiore a 100.000 €, ed è devoluta solo a coniuge e parenti in linea retta, la dichiarazione non va presentata.

Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data del decesso, esclusivamente in via telematica all'Agenzia delle Entrate. Oltre questo termine scattano sanzioni e interessi, che aumentano con il passare del tempo: per questo conviene muoversi con anticipo.

Quanto si paga di imposta di successione tra genitori e figli?

Tra coniuge e figli l'aliquota è del 4% e si applica solo sulla parte che supera 1.000.000 € di franchigia per ciascun erede. Molte successioni familiari restano quindi sotto soglia e non pagano l'imposta di successione, ma la dichiarazione va comunque presentata e, in presenza di immobili, si versano imposte ipotecaria e catastale.

Cosa è cambiato con il D.Lgs. 139/2024?

Dal 2025 è in vigore l'autoliquidazione: è il contribuente a calcolare e versare l'imposta di successione, senza attendere l'avviso dell'Agenzia delle Entrate. Aliquote e franchigie restano invariate; cambia la responsabilità del calcolo, che ora ricade su chi presenta la dichiarazione.

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Per fissare un appuntamento è sufficiente una telefonata allo 011 909 3278. Ti seguiremo con la cura che ogni pratica merita.

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