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Centro Servizi S.R.L. — CAF e Patronato a Rivalta di Torino
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IMU 2026: chi paga, scadenze e come si calcola

6 min di letturaScritto da Michela Salerno

Aggiornato il 17 giugno 2026

L'IMU (Imposta Municipale Unica) è l'imposta sul possesso di immobili. Non riguarda l'abitazione principale "ordinaria", ma colpisce seconde case, negozi, terreni edificabili e altri immobili. È disciplinata dalla Legge 160/2019 (commi 738 e seguenti), che ha riordinato la materia rendendola di competenza dei singoli Comuni. Vediamo in modo semplice chi paga, chi è esente, quando si paga e come si calcola — e come ti aiutiamo al Centro Servizi di Rivalta di Torino.

Chi deve pagare l'IMU

Paga l'IMU chi possiede un immobile diverso dall'abitazione principale non di lusso: seconde case, immobili commerciali, terreni edificabili e le poche abitazioni principali classificate "di lusso".

Sono soggetti all'IMU, in linea generale:

  • le seconde case (non di lusso);
  • gli immobili commerciali: negozi, uffici, capannoni, magazzini;
  • i terreni edificabili e, in alcuni casi, i terreni agricoli;
  • le abitazioni principali "di lusso" (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), che pagano anche se sono prima casa.

Conta il possesso in qualità di proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). Se possiedi solo una quota dell'immobile, paghi l'IMU in proporzione alla tua quota e per i mesi dell'anno in cui ne sei stato titolare.

Chi è esente

In sintesi: l'abitazione principale non di lusso — quella dove hai residenza e dimora abituale — è esente, insieme ad alcune tipologie di terreni agricoli.

  • L'abitazione principale non di lusso, dove hai la residenza e la dimora abituale.
  • I terreni agricoli in comuni montani o parzialmente montani.

Una conferma utile: i coniugi con residenze in comuni diversi possono beneficiare ciascuno dell'esenzione per la propria abitazione principale.

Attenzione a un equivoco frequente: l'esenzione vale per l'abitazione principale, ma le pertinenze sono esenti solo entro certi limiti (di norma una per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7). Box auto o cantine eccedenti questi limiti tornano a essere imponibili.

Le scadenze 2026

L'IMU 2026 si paga in due rate: l'acconto del 50% entro il 16 giugno 2026 e il saldo entro il 16 dicembre 2026. In alternativa, tutto in un'unica soluzione entro giugno.

L'IMU si versa quindi in due rate:

  • Acconto (50%): entro il 16 giugno 2026;
  • Saldo: entro il 16 dicembre 2026.

In alternativa puoi pagare tutto in un'unica soluzione entro il 16 giugno. Il versamento si fa con il modello F24, che prepariamo noi per te.

L'acconto si calcola di norma sulla base delle aliquote dell'anno precedente; con il saldo si fa il conguaglio applicando le aliquote effettivamente deliberate dal Comune per l'anno in corso. È un dettaglio importante, perché un'aliquota nuova può cambiare l'importo dovuto a dicembre.

Come si calcola

Il calcolo parte dalla rendita catastale: la rivaluti del 5%, la moltiplichi per il coefficiente della categoria, ottieni la base imponibile e su questa applichi l'aliquota del Comune.

Nel dettaglio:

  1. si rivaluta la rendita del 5%;
  2. si moltiplica per il coefficiente previsto per la categoria catastale (ad esempio 160 per molte abitazioni, 80 per gli uffici A/10, 55 per i negozi C/1);
  3. si ottiene la base imponibile, su cui si applica l'aliquota decisa dal Comune.

Esempio. Immagina una seconda casa con rendita catastale di 700 €. Primo passo: rivalutiamo la rendita del 5% → 700 × 1,05 = 735 €. Secondo passo: moltiplichiamo per il coefficiente 160 (categoria abitativa) → 735 × 160 = 117.600 €, che è la base imponibile. Terzo passo: su questa base si applica l'aliquota deliberata dal Comune. Solo a titolo di esempio numerico (non è l'aliquota reale di nessun comune), con un'aliquota dell'1% l'imposta annua sarebbe 117.600 × 1% = 1.176 €, da dividere tra acconto di giugno e saldo di dicembre.

Il punto delicato è proprio l'aliquota: l'aliquota deliberata dal Comune di Rivalta (e di Orbassano, Bruino, Piossasco, Rivoli…) cambia ogni anno e la verifichiamo noi per te. Non esiste un'aliquota "nazionale": va sempre usata quella corretta del comune in cui si trova l'immobile.

I documenti che servono

Per calcolare bene l'IMU e non sbagliare un importo ci servono i dati catastali aggiornati e qualche documento di supporto. Più sono completi, più il calcolo è preciso.

Ecco la checklist:

  • la visura catastale o il documento con la rendita catastale di ogni immobile;
  • gli atti di proprietà (rogito, donazione, successione) e la quota di possesso;
  • i dati di eventuali comodati o contratti che danno diritto a riduzioni;
  • i tuoi codici fiscali e quelli dei familiari coinvolti (es. comodatario);
  • gli F24 degli anni precedenti, utili per ricostruire la situazione e impostare il conguaglio.

Se ci sono state variazioni (lavori, frazionamenti, cambi di destinazione), portaci anche la documentazione: una rendita non aggiornata è una delle cause più frequenti di errore.

Esenzioni e riduzioni da non perdere

In diversi casi l'imposta si dimezza o si riduce: vale la pena verificarlo, perché può significare pagare molto meno.

  • −50% per immobili di interesse storico-artistico;
  • −50% per fabbricati inagibili o inabitabili (e di fatto non utilizzati);
  • −50% per immobili dati in comodato gratuito a un familiare di primo grado (genitori/figli), al ricorrere di precise condizioni;
  • detrazione prevista per le abitazioni principali di lusso.

Verificare di avere diritto a queste riduzioni può significare pagare molto meno. Molte agevolazioni, però, richiedono adempimenti formali (ad esempio la registrazione del comodato o una perizia di inagibilità): controlliamo insieme che le condizioni siano davvero rispettate.

Gli errori più comuni

L'errore più diffuso è usare l'aliquota sbagliata o non aggiornare la rendita: piccole disattenzioni che possono trasformarsi in sanzioni.

  • Usare un'aliquota sbagliata (magari quella dell'anno prima).
  • Dimenticare una rendita catastale aggiornata dopo lavori o variazioni.
  • Non applicare una riduzione spettante.
  • Saltare una scadenza: in questo caso si può rimediare con il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni se si paga spontaneamente.

Ravvedimento operoso

Se hai saltato una scadenza non sei nei guai: con il ravvedimento operoso puoi pagare spontaneamente l'imposta arretrata con sanzioni ridotte e una piccola quota di interessi.

Il principio è semplice: più in fretta regolarizzi, meno paghi. La sanzione, infatti, si riduce in misura proporzionale al ritardo — è più leggera se intervieni dopo pochi giorni, cresce man mano che passano settimane e mesi. Agli importi si aggiungono gli interessi legali, calcolati sui giorni di ritardo.

Per evitare di sbagliare le percentuali (che dipendono da norme e tassi che cambiano nel tempo) il calcolo lo facciamo noi: ricostruiamo l'importo dovuto, applichiamo le riduzioni corrette e prepariamo l'F24 del ravvedimento già pronto da pagare.

Come ti aiutiamo al Centro Servizi di Rivalta

Al Centro Servizi di Rivalta di Torino calcoliamo l'IMU dovuta su tutti i tuoi immobili, prepariamo e stampiamo gli F24, verifichiamo esenzioni e riduzioni e ti ricordiamo le scadenze. Controlliamo per te l'aliquota aggiornata del tuo comune — Rivalta, Orbassano, Bruino, Piossasco, Rivoli, Beinasco, Volvera e gli altri della zona — così paghi l'importo giusto, né un euro in più né in meno. Se hai saltato un versamento, ci occupiamo anche del ravvedimento.

Le aliquote e le regole possono cambiare di anno in anno: per la tua situazione specifica conviene sempre una verifica con noi.

Chiamaci allo 011 909 3278 o passa in sede in Via Candido Canonico Balma 50, a Rivalta di Torino: portiamo l'IMU in ordine insieme.

Domande frequenti

Chi deve pagare l'IMU?

Paga l'IMU chi possiede seconde case non di lusso, immobili commerciali (negozi, uffici, capannoni), terreni edificabili e abitazioni principali di lusso nelle categorie A/1, A/8 e A/9. L'abitazione principale non di lusso è invece esente.

Quando si paga l'IMU 2026?

L'IMU 2026 si versa in due rate: l'acconto del 50% entro il 16 giugno 2026 e il saldo entro il 16 dicembre 2026. In alternativa puoi pagare tutto in un'unica soluzione entro il 16 giugno.

Come si calcola l'IMU?

Si parte dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5%, si moltiplica per il coefficiente della categoria (ad esempio 160 per molte abitazioni) e si ottiene la base imponibile, su cui si applica l'aliquota decisa dal Comune.

Cosa succede se salto la scadenza dell'IMU?

Puoi rimediare con il ravvedimento operoso: pagando spontaneamente l'imposta dovuta, sanzioni e interessi si riducono in modo proporzionale al ritardo. Prima paghi, meno paghi.

Hai bisogno di assistenza?

Per fissare un appuntamento è sufficiente una telefonata allo 011 909 3278. Ti seguiremo con la cura che ogni pratica merita.

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