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ISEE

ISEE 2026: cos'è, a cosa serve e quali documenti portare

8 min di letturaScritto da Michela Salerno

Aggiornato il 17 giugno 2026

L'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento che fotografa la situazione economica del tuo nucleo familiare. Serve per accedere a numerose agevolazioni e prestazioni: dall'Assegno Unico ai bonus sociali, dalle rette scolastiche alle tasse universitarie.

In questa guida ti spieghiamo, con parole semplici, a cosa serve l'ISEE, quali tipi esistono, come funziona la DSU e quali documenti preparare. L'obiettivo è arrivare all'appuntamento già con le idee chiare, così facciamo tutto in una volta sola.

A cosa serve l'ISEE

L'ISEE è la chiave che apre la porta a quasi tutte le agevolazioni a misura di reddito: se vuoi un bonus o uno sconto legato alla situazione economica della famiglia, quasi sempre te lo chiederanno.

L'attestazione ISEE è richiesta, tra l'altro, per:

  • Assegno Unico e Universale per i figli;
  • bonus sociali per luce, gas e acqua;
  • agevolazioni su mensa e rette scolastiche;
  • università: esoneri e riduzioni delle tasse;
  • prestazioni sociosanitarie e assistenziali;
  • altri bonus e contributi nazionali o comunali a sostegno delle famiglie.

Ogni prestazione ha la sua soglia: il limite varia per ciascun bonus e cambia spesso, quindi non fidarti delle cifre sentite dire. Quando vieni da noi controlliamo insieme, prestazione per prestazione, se il tuo ISEE rientra nei requisiti: meglio verificarlo che rinunciare per un'informazione vecchia. La soglia varia per ciascuna misura: la verifichiamo insieme, così non rischi di lasciare sul tavolo un'agevolazione a cui avresti diritto.

Cos'è la DSU e come si compila

Per ottenere l'ISEE si parte sempre dalla DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica: è il modulo in cui dichiari i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di tutto il nucleo familiare. Senza DSU non c'è ISEE.

Non devi compilarla da solo. Tu porti i documenti, noi inseriamo i dati e li trasmettiamo all'INPS, che incrocia le informazioni con quelle già in suo possesso (redditi dell'Agenzia delle Entrate, giacenze comunicate dalle banche) e calcola l'indicatore. In genere l'attestazione è pronta in pochi giorni lavorativi.

Un dettaglio che fa risparmiare tempo: oggi gran parte dei dati arriva precompilata. Significa che molti importi sono già caricati e a te resta da confermarli o integrarli. Ce ne occupiamo noi durante l'appuntamento, controllando che tutto torni.

Chi va incluso nel nucleo familiare

Un punto che genera spesso dubbi è chi mettere nel nucleo, perché basta un componente in più o in meno per cambiare il risultato dell'ISEE. La regola di base è semplice: nel nucleo rientrano le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico alla data della dichiarazione.

Per non sbagliare, tieni a mente alcuni casi ricorrenti:

  • il coniuge fa parte dello stesso nucleo anche quando ha la residenza in un altro comune;
  • i figli minorenni vanno sempre inclusi, anche se vivono altrove;
  • i figli maggiorenni non conviventi e non sposati restano nel nucleo dei genitori se hanno meno di 26 anni e sono fiscalmente a carico;
  • chi è in affido o convive stabilmente nello stesso stato di famiglia va indicato.

Sono situazioni in cui è facile dimenticare qualcuno o, al contrario, includere chi non dovrebbe esserci. Non preoccuparti di ricostruirle da solo: in appuntamento ricostruiamo insieme la composizione corretta del nucleo, partendo dalla tua situazione reale.

I diversi tipi di ISEE

Non esiste un solo ISEE: a seconda della prestazione che vuoi richiedere, serve la versione giusta. Sceglierla bene fin dall'inizio evita di doverla rifare.

I principali sono:

  • ISEE ordinario — quello standard, valido per la maggior parte delle prestazioni (Assegno Unico, bonus sociali, mensa, rette);
  • ISEE universitario — per le tasse e i servizi universitari; tiene conto della posizione dello studente anche quando non vive più con la famiglia d'origine;
  • ISEE sociosanitario — per prestazioni di assistenza a persone con disabilità o non autosufficienti, come l'aiuto domiciliare o l'inserimento in strutture;
  • ISEE corrente — quando il reddito è cambiato in modo significativo di recente (per esempio dopo una perdita del lavoro).

Ti aiutiamo a capire quale ISEE fa al caso tuo. Capita spesso che a una stessa famiglia servano più versioni nello stesso anno (per esempio l'ordinario per l'Assegno Unico e l'universitario per un figlio iscritto all'ateneo): nessun problema, le gestiamo tutte.

ISEE ordinario o ISEE corrente: quando conviene il corrente

In breve: l'ISEE ordinario scatta una fotografia del passato, mentre l'ISEE corrente aggiorna quella foto alla situazione di oggi quando le cose sono peggiorate.

L'ISEE ordinario, infatti, si basa sui redditi del secondo anno precedente. È un criterio che funziona quando la situazione è stabile, ma diventa penalizzante se nel frattempo è successo qualcosa: una perdita del lavoro, la fine di un contratto, la cassa integrazione, la chiusura di un'attività o la riduzione di una pensione.

In questi casi entra in gioco l'ISEE corrente, che ricalcola l'indicatore sui redditi più recenti. Conviene quando il tuo reddito è calato in modo significativo rispetto a quello "fotografato" dall'ISEE ordinario: aggiornando i dati, l'indicatore scende e puoi rientrare in soglie di agevolazione che altrimenti non avresti raggiunto. È uno strumento prezioso e spesso poco conosciuto, e proprio per questo molte famiglie rinunciano a bonus a cui avrebbero diritto. Se hai avuto un anno difficile, parlane con noi: verifichiamo se ti conviene.

Esempio. Marco lavorava a tempo indeterminato e nel 2024 aveva un buono stipendio. A inizio 2025 perde il lavoro e da allora vive con la sola NASpI, quindi con un reddito molto più basso. Se chiedesse oggi un bonus con l'ISEE ordinario, il calcolo userebbe ancora i redditi del 2024, quando guadagnava bene: il suo ISEE risulterebbe alto e resterebbe fuori da diverse agevolazioni. Con l'ISEE corrente, invece, l'indicatore viene ricalcolato sulla situazione di adesso: il valore scende e Marco rientra in soglie che con l'ordinario non avrebbe mai raggiunto. La soglia varia per ciascuna misura, ma il principio è questo: quando il reddito è crollato di recente, il corrente fotografa la realtà di oggi e non quella di due anni fa.

Gli errori più comuni con l'ISEE

Nella maggior parte dei casi i problemi non nascono dal calcolo, ma da piccole sviste nei dati che si portano. I più frequenti che vediamo allo sportello sono:

  • dimenticare un conto o un immobile: anche un libretto poco usato o una piccola quota di una casa vanno dichiarati, altrimenti l'ISEE risulta incompleto e può essere contestato;
  • usare un ISEE scaduto: presentare un'attestazione dell'anno prima fa rifiutare la domanda o ridurre l'importo del bonus;
  • non rinnovarlo a inizio anno: chi aspetta il momento del bisogno rischia di restare scoperto proprio quando l'agevolazione gli serve;
  • indicare un nucleo familiare errato: includere o dimenticare un componente cambia il risultato e può far perdere o ridurre il beneficio.

La buona notizia è che sono tutti errori evitabili. Controllando insieme i documenti prima di trasmettere la DSU, ci accorgiamo subito se manca qualcosa e lo sistemiamo prima che diventi un problema.

I documenti che servono

L'elenco esatto dipende dalla tua situazione, ma questa checklist copre quasi tutti i casi. Prepararla prima dell'appuntamento ti fa risparmiare un viaggio.

  1. documento d'identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo;
  2. giacenza media e saldo al 31 dicembre dei conti correnti, dei libretti e degli altri rapporti bancari o postali;
  3. dati del patrimonio immobiliare: case e terreni posseduti, con le relative visure catastali;
  4. targhe di auto e moto intestate ai componenti del nucleo;
  5. certificazioni dei redditi del secondo anno precedente: Certificazione Unica (CU), ultima dichiarazione dei redditi e ogni altra documentazione reddituale;
  6. eventuale contratto d'affitto registrato, se sei in locazione;
  7. per le persone con disabilità, la relativa documentazione (utile soprattutto per l'ISEE sociosanitario).

Quando prenoti, ti consegniamo la lista precisa per la tua situazione, così fai tutto in un solo passaggio. Se ti manca un documento non bloccarti: chiamaci e ti diciamo come recuperarlo.

Quanto dura l'ISEE e quando va rifatto

L'ISEE vale per l'anno solare in cui viene rilasciato: scade il 31 dicembre e dal primo gennaio va rifatto. Anche se la tua situazione economica non è cambiata, l'attestazione dell'anno prima non è più valida e va rinnovata.

Per questo conviene rinnovare l'ISEE all'inizio dell'anno, senza aspettare il momento in cui ti serve: molti bonus, a partire dall'Assegno Unico, richiedono un ISEE in corso di validità per essere erogati nell'importo pieno. Va inoltre rifatto, anche durante l'anno, se cambia la composizione del nucleo familiare (una nascita, un matrimonio, una separazione) o se vuoi richiedere l'ISEE corrente perché il reddito è diminuito.

Come ti aiutiamo al Centro Servizi di Rivalta

Il Centro Servizi di Rivalta di Torino segue ogni anno l'ISEE di tante famiglie di Rivalta, Orbassano, Bruino, Piossasco e dei comuni vicini. Conosciamo le situazioni del territorio e ti seguiamo passo passo: scegliamo insieme il tipo di ISEE giusto, compiliamo la DSU, controlliamo i dati precompilati e trasmettiamo tutto all'INPS.

La compilazione e il rilascio dell'attestazione ISEE sono gratuiti presso il nostro CAF: ti consegniamo l'attestazione pronta all'uso.

Ci trovi in Via Candido Canonico Balma 50, Rivalta di Torino. Chiamaci allo 011 909 3278 per fissare un appuntamento: pensiamo noi al resto.

Domande frequenti

L'ISEE è davvero gratuito al CAF?

Sì. La compilazione della DSU e il rilascio dell'attestazione ISEE sono gratuiti presso il nostro CAF. Lo trasmettiamo all'INPS e ti consegniamo l'attestazione pronta all'uso.

Quanto vale l'ISEE e quando va rifatto?

L'ISEE vale per l'anno solare in cui viene rilasciato, fino al 31 dicembre. Dal primo gennaio scade e va rifatto: per questo, anche se hai già un'attestazione, all'inizio dell'anno conviene rinnovarla per non perdere bonus e agevolazioni.

Qual è la differenza tra ISEE ordinario e ISEE corrente?

L'ISEE ordinario si basa sui redditi del secondo anno precedente. L'ISEE corrente aggiorna quel valore alla situazione di oggi quando il reddito è calato in modo significativo, per esempio dopo una perdita del lavoro: in quei casi può farti rientrare in soglie che con l'ordinario non avresti raggiunto.

Quali documenti devo portare per fare l'ISEE?

Servono documento d'identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo, giacenza media e saldo al 31 dicembre dei conti, visure di case e terreni, targhe di auto e moto, le certificazioni dei redditi (CU) e l'eventuale contratto d'affitto registrato. Quando prenoti ti consegniamo la lista precisa per la tua situazione.

Hai bisogno di assistenza?

Per fissare un appuntamento è sufficiente una telefonata allo 011 909 3278. Ti seguiremo con la cura che ogni pratica merita.

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